Machine is your friend

Aprì gli occhi e si ritrovò seduto su una sedia, un po’ troppo alta perfino per lui.

Era tutto buio intorno ma poteva parlare in direzione di un fascio di luce sottile, accecante e pulsante, come quello di un proiettore, che gli veniva giusto in faccia.

- Dove sono? – domandò come appena uscito da un’apnea.
- Sei morto. Ma stai bene. – gli rispose una voce.
- Non dite cazzate! Dove sono?
- Eh… sei morto. Ma ora ti spiegheremo tutto. Sta’ tranquillo.
- Come sarebbe a dire...